Flora

Gli studiosi, definiscono le Madonie "un crocevia dove convivono le piante di tre continenti" perchè qui vegetano piante tipiche del centro e del nord Europa,dell'Asia e del nord Africa oltre a quelle tipiche del Mediterraneo. Nel piccolo territorio delle Madonie, appena il 2% della superficie regionale, si possono quindi ammirare più di 2600 varietà di piante, cioè più della metà delle specie che compongono la flora siciliana. I boschi delle Madonie rappresentano nel loro complesso espressioni vegetazionali stabili confacentisi con le condizioni climatiche attuali e distribuite in successione altimetrica dando vita a fasce discontinue.

La fascia più bassa è caratterizzata da aspetti mediterraneo – aridi nei quali dominano specie sempreverdi come l'Olivasto, il Lentisco, il Mirto e l'Euforbia arborescente.
La fascia interna compresa tra i 400 e 1000 metri di quota, interessa il 20% circa dell'area di maggior interesse ecologico e biogeografico, che risulta coperta da boschi subnaturali, costituiti da elementi sempre verdi e caducifoglie tipicamente mediterranei, riferibili alla lecceta. Il leccio, che qui raggiunge il suo massimo areale, nel passato ha costituito una presenza continua e rigogliosa, oltrechè economica come risorsa energetica; è dotato di buone capacità di adattamento, che fanno si che nel versante nord si possa trovare anche fino ai 1700 metri; è distribuito in frequenti presenze frammentate, spesso estese e rigogliose e si associa al Corbezzolo, all'Orniello ed all'Erica, concorrendo a costruire una facies forestale altamente espressiva a tutta l'area montana.

Nel dominio del paesaggio naturale, il Leccio si trova spesso consociato anche ad altre formazioni vegetali come alla Sughera, apprezzata sin dai tempi più antichi per la sua corteccia, ritenuta dai Greci sacra e venerata come simbolo di libertà e di onore; ed alla Roverella che in presenza di quei microclimi definiti da un buon livello di umidità, forma boschi puri uniformi.
Sulle Madonie il Leccio dà vita ad una simbiosi particolare ed unica con il faggio; questo è un fatto del tutto inconsueto rispetto ad altri luoghi interessati dallo stesso tipo di vegetazione, in quanto tra le due formazioni è ordinariamente interposto il querceto misto caducifoglio.Questa pianta tipicamente nordeuropea che trova qui il suo limite meridionale e si trova oltre i 1600 metri d'altezza, costituisce boschi monotipici, distribuiti in nuclei di notevole valore paesaggistico, mentre in presenza di substrati calcarei si associa all'Acero montano ed ad altre presenze vegetali, imprimendo al paesaggio inusitate differenziazioni cromatiche.

L' agrifoglio pianta diffusa comunemente nelle zone con clima subtropicale, è arrivata in Sicilia nel Terziario, quando l'espansione glaciale ha portato ad avere un clima con periodi freddi, sotto forma di piogge, alternati a periodi aridi. Nell'epoca odierna la specie è presente sull'isola solamente sulle Madonie, e nella località di Piano Pomo, lungo la linea di confine dei territori di Petralia Sottana e Castelbuono, questa dà vita ad un bosco distribuito in 5 nuclei di 317 piante, alcune della quali hanno più di 300 anni e raggiungono dimensioni del tutto inconsuete, ovvero più di 15 metri d'altezza e 4 di circonferenza. Questo eccezionale bosco è riuscito a sopravvivere grazie ad una esposizione ed a un microclima molto favorevoli.
Ma l'interesse botanico delle Madonie non si esaurisce soltanto nell'elevato grado della sua biodiversità, quanto nella peculiarità degli elementi che la caratterizzano. Il ricco elenco di specie di flora diffuse nelle madonie si completa infatti con la lista delle piante endemiche, caratteristiche ed esclusive di questo angolo di terra. Di alcuni di questi endemismi esistono soltanto alcuni esemplari a rischio d'estinzione, ed è il caso ad esempio degli ultimi esemplari di Abies nebrodensis,unici al mondo, tutti localizzati nel vallone detto Madonna degli Angeli, nel territorio di Polizzi Generosa. Relitto del Terziario, endemismo tra i più interessanti del territorio, è definito dai botanici un "fossile vivente", poichè scomparso dal resto del pianeta dall'epoca dell'ultima glaciazione. Sopravvive in questo ambiente soltanto con una popolazione di 30 piante tutte catalogate. L'albero ha il tipico portamento della chioma a campana ed i rametti a croce da cui il nome dialettale "arvulu cruci cruci".

Tra le specie endemiche, risultano di notevole interesse: l'Astragalo dei Nebrodi, un cespuglio a forma di cuscinetto spinoso; la piccola Ginestra del Cupani; il Lino delle fate siciliano, esclusivo della Quacella; l'Alisso dei Nebrodi; l'Aglio dei Nebrodi; la Viola dei Nebrodi.Altre piante di particolare significato bio-geografico sono il Lino di montagna, presente a Quacella; la Stregonia siciliana, la Stellina di Gussone; la Viperina stellata; il Cardo niveo; la coda di topo; l'astro di Sorrentino.

Per coloro i quali fossero pieni di passione per l'osservazione naturalistica, nei mesi primaverili di aprile e maggio, potranno godere di numerose specie di orchidee che qui si possono ammirare, in particolare nell'anfiteatro naturale della Quacella, ma non solo. Addentrandosi poi nella fitta rete sentieristica, si potranno scoprire alcuni magnifici patriarchi verdi, che custodiscono qualcosa di speciale nella forma, nelle dimensioni e nell'età, suscitando nel visitatore meraviglia ed ammirazione. Gli alberi monumentali evidenziano la strategica perennità del bosco, ed allo stesso tempo valorizzano il paesaggio e difendono il suolo,per cui meritano rispetto ed attenzione. Sopratutto durante la prima e la seconda guerra mondiale, sono stati abbattuti diversi alberi secolari per far fronte alle notevoli esigenze di combustibile. Di queste piante d'alto fusto oggi è rimasto ben poco, ma alcuni esemplari di notevole altezza e diametro, testimoniano come in passato la loro sia stata una presenza continua e rigogliosa.

"Le Madonie, nome classicamente sonoro di montagne belle come gli Appennini abbruzzesi, ombroso di faggi, ricovero di falchi, canore d'acqua croscianti e di nomi eroici come il Piano della Battaglia, che parecchie volte ricorre in memoria dell'ostinata resistenza mussulmana alle armi crociate del conte Ruggero.... La severità della montagna è mitigata dal vento marino che s'incanala lungo la greca valle dell'Imera ed il fico d'india fa siepe al bosco d'Avellani, l'olivo si torce frail castagno e l'arancio, l'agave affricano non disdega la compagnia della nordica quercia...." G.A. Borgese ( Spaccato utile per il sito)

Escursioni

No events

User Login

Nome: Associazione Vivi le Madonie
Soci fondatori: V. Lo Mauro, G. Macaluso, L. Collesano
Data di fondazione: 2014
Sede legale: via Sallinella 199, 90026 - Petralia Soprana (Pa)
C.F: 96024180828
P. IVA: 06371370823